Affittacamere: come ammortizzare l’attrezzatura specifica in una S.r.l.

L’attività di affittacamere è ormai una realtà consolidata nel panorama turistico italiano, sempre più spesso gestita attraverso una S.r.l. per beneficiare di vantaggi gestionali e fiscali.
Una delle domande frequenti che ci rivolgono i titolari è: “Come devo trattare dal punto di vista contabile e fiscale l’arredo camere e l’attrezzatura specifica della struttura?”
In questo articolo ti spieghiamo come impostare correttamente gli ammortamenti per arredi, letti, armadi, mobili e attrezzature tipiche di un affittacamere in una S.r.l., distinguendo tra aspetti civilistici e fiscali.

Cosa rientra in “attrezzatura specifica”

Per attività di affittacamere si considerano “attrezzatura specifica” i beni direttamente funzionali all’erogazione del servizio:

  • letti, materassi, reti, armadi, comodini, scrivanie, sedie negli alloggi;

  • armadietti, tavolini, lampade, piccoli elettrodomestici inseriti nelle camere (frigobar, TV, piccoli elettrodomestici);

  • eventuale arredo dedicato a colazioni o piccole aree comuni (se rilevante).

Questi beni rientrano in genere nella voce “mobili e arredi” oppure “attrezzature specifiche/varie”, a seconda del loro valore e della vita utile stimata.

Aliquota fiscale: il riferimento al D.M. 31.12.1988

Per le S.r.l. che svolgono attività di affittacamere il trattamento fiscale degli arredi segue la disciplina prevista dal D.M. 31 dicembre 1988 sui coefficienti di ammortamento, in particolare nel Gruppo XIX “Alberghi, ristoranti, bar e attività affini”.

Nella prassi, si applica:

  • aliquota del 10% annuo per mobili e arredi (camerette, letti, armadi, comodini, etc.), corrispondente a 10 anni di ammortamento;

  • aliquota del 20–25% annuo per attrezzatura varia e minuta (piccoli elettrodomestici, stoviglie durevoli, piccole attrezzature di servizio), se rilevanti e non di basso valore.

Queste aliquote sono detrattive dal reddito d’impresa e incidono sulla base imponibile IRPEF/IRES e Irap, ai fini della S.r.l..

Aliquota civilistica: coerenza con il bilancio

Dal punto di vista civilistico, la S.r.l. può determinare la vita utile dei beni in base a una stima adeguata, ma nella pratica molti professionisti mantengono aliquote allineate a quelle fiscali per evitare differenze temporanee complesse.

In sintesi:

  • arredi camere (letti, armadi, comodini, ecc.): 10 anni, aliquota del 10%;

  • attrezzature più soggette ad usura (piccoli elettrodomestici, attrezzature per colazione): 4–5 anni, aliquote del 20–25%.

Qualora, per scelta gestionale, si decidesse una vita utile diversa (più breve o più lunga), sarà necessario dare conto nella Nota integrativa e gestire le corrispondenti imposte anticipate/differite nella contabilità della S.r.l.

Esempio pratico: rinnovo arredi camere

Immaginiamo una S.r.l. di affittacamere che investe 50.000 € in nuovi arredi camere (letti, armadi, comodini, sedie, etc.), senza rientrare in particolari agevolazioni straordinarie (super ammortamento, bonus edilizia, ecc.).

  • Aliquota fiscale applicata: 10% annuo.

  • Ammortamento annuo deducibile: 5.000 € (50.000 × 10%).

  • Durata: 10 anni, fino a esaurimento del costo.

Questo costo entrerà a ridurre il reddito d’impresa della S.r.l. per 10 anni di seguito, con un effetto fiscale regolare e prevedibile.

Attenzione alle situazioni particolari

Alcune situazioni richiedono un’attenzione ulteriore:

  • immobile locato: se la S.r.l. affitta camere in un immobile posseduto da altra società, bisogna valutare se applicare alienazioni/cessioni, ammortamenti del concedente e possibili rinvii.

  • migliorie su beni di terzi: spese di ristrutturazione o adeguamento dell’immobile locato possono essere ammortizzate nel periodo minore tra vita utile delle spese e durata residua del contratto.


Affittacamere: come ammortizzare l’attrezzatura specifica in una S.r.l.
Mauro D'Andria 26 marzo 2026
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